Liberare la voce

SUSAN ELAINE LONG

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Liberare la voce

Cantare è il mio cammino di vita. Ho intrapreso questo viaggio, non per scelta, ma per destino. Ho sempre cantato. Mi ricordo di essere seduta accanto ad un vecchio giradischi all’età di tre anni, imparando canzoni, suonandoli infinite volte. Questo viaggio è stato uno di consapevolezza. Ci sono stati dei momenti turbolenti. Uno di questi momenti tempestosi era una volta che mi sono ammalata. La malattia spesso catalizza la crescita personale. Era diventato ovvio che cantare non poteva essere una nozione astratta o semplicemente una tecnica meccanica. “Alzi questo! Spinghi quello!” Non siamo macchine con dei bottoni, anche se uno potesse trovare qualche muscolo a tendere, alzare, rilasciare o muovere, siamo molto di più della somma delle parti.

La nostra essenza pura, quello che alcuni chiamano l’anima, si rivela nel mondo materiale attraverso il corpo e in particolare la voce, sia parlata sia cantata. Il linguaggio del corpo e la qualità della voce sono il suo modo di espressione e di comunicazione. Siamo noi che dobbiamo imparare a comprenderlo per comprenderci e liberarci. Imparare a leggere il linguaggio del corpo ci permette di comprendere meglio i veri sentimenti e gli intensioni anche dell’altro. Si comincia a riconoscere il vero significato dietro le parole scelte.

Se il nostro Sé interiore sia incatenato e appesantito dalle tensioni superflue e dall’emozioni negative, si intrappola la voce. Non siamo capaci di cantare liberamente, nonostante ci alziamo il palato o ci cambiamo il modo di respirare. Ricordiamo tutti la frustrazione, qualche volta, nel provare di comunicare le nostre emozioni profonde. Abbiamo sentito qualcuno esprimere un’opinione o un pensiero con un tono che non ci convincesse. Riconosciamo quando qualcuno non si sente al suo aggio per come tiene il corpo. Quest’abilità abbiamo ereditato filogeneticamente dagli animali, ma l’uomo moderno spesso lo ignora. È una sensazione viscerale. Dovremmo riprendere la consapevolezza di questa capacità innata e coltivarla.

Quando una persona viene a sapere che lavoro con la voce, la prima domanda è, “Quale metodo usi?”

Primo, non ha senso, nella mia opinione, studiare uno stile di canto come jazz, pop, oppure la lirica se la voce non sia libera. Per questa ragione mi dedico a liberarla, è di consequenza, il nome del mio sito è LIBERARE LA VOCE. Attraverso l’esplorazione delle sensazioni corporee, la respirazione, la postura, il movimento, degli esercizi vocali e le emozioni lavoriamo a scoprire chi siamo. Sviluppare la consapevolezza permette il processo di liberare la voce perché cantiamo con il corpo intero e la mente. Ogni ossa, ogni muscolo ed ogni pensiero è coinvolto.

La necessità di seguire un tale processo è convalidato dalla fisica moderna e gli scoperti della neurologia degli ultimi 40 anni. Queste scoperte scientifiche hanno riunito i nostri pezzi. Non si può più separare la mente dal corpo, come la saggezza antica orientale: lo yoga, il Buddhismo, e la medicina cinese, hanno professato da secoli. L’arte, la musica, la danza, e lo sport richiedono il coinvolgimento totale del mente/corpo o la consapevolezza per ottenere maestria. Questo è molto impegnativo ma il ritorno è anche grande. Il benessere psico-fisico è il premio. Vale la pena.

La vita assomiglia ad un iceberg. Non è quello che sembra sulla superficie. Siamo molto di più. Scendere nel nostro profondo essere ci permette di scoprire un immenso, ricco mondo. Quello che scopriamo, che conosciamo può essere condiviso, espresso. In altre parole, liberato. Vale la pena. Cantare ci porta in questo viaggio.

Io credo che, se esista un essere superiore, lui o lei non sia perfetto, ma costantemente creando, costantemente diventando, costantemente rinnovandosi. La perfezione è uno stato statico ed allora privo di vitalità. È morto. Essere è diventare. Cantare, come viaggio di vita, è questo. LA CREAZIONE. Creiamo suono…creiamo comunicazione…creiamo bellezza…e creiamo noi stessi.

Vi invito a intraprendere questo viaggio.